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Giuseppe Filippi

Operatore Lumière ( 1864-1956 )

Giuseppe Filippi nacque a Montanera, il 25 novembre 1864 da Giacomo Filippi e Maria Zavattero.

 

Presso il Seminario Vescovile di Mondovì frequenta tutti gli studi fino a conseguire il diploma di maturità liceale.

A diciannove anni decide di non proseguire gli studi ed accetta di fare l’ufficiale postale a Cuneo. Nel frattempo, coltiva una grande passione per la fotografia e a tempo perso si diletta come fotografo.


Nel 1888 si sposa con Maria Adelaide Gazzera di Benevagienna dalla quale ha due figli: Giacomo Clito e Maria Celeste Stella. 


Verso il 1890 Filippi viene trasferito presso l’ ufficio postale di Milano dove, come lui stesso racconta, conobbe Giuseppe Verdi, il quale si recava alla posta per incassare i vaglia dei diritti d’autore. Il 19 marzo del 1894, giorno di S. Giuseppe, Verdi lo invitò a pranzo al ristorante Salvini per festeggiare il loro onomastico.


Filippi intanto diventa socio della Società Fotografica Lombarda e amico del torinese Vittorio Calcina, agente generale per l’Italia della “Società Augusto Lumière e figli” produttrice di articoli fotografici.


Verso la fine del 1895 Filippi seppe da Calcina di una nuova e più razionale macchina inventata dai Lumière, nelle officine di Montplaisir, in grado di dare movimento alle immagini in una maniera più afferente alla realtà, rispetto a quando si otteneva con il “Kinetoscopio” di Edison. Incuriosito dalla novità ed esortato dal Calcina, Filippi si recò a Parigi nel dicembre di quell’anno, per assistere al primo esperimento di proiezione; la sera del 28, egli era fra i pochi nella sala del Grand Cafè sul boulevard des Capucins, ad assistere alla ormai famosa presentazione dei sei o sette filmetti che sono il basamento autentico di tutta la cinematografia mondiale.


Ritornato in Italia, all’inizio del 1896, Filippi era talmente entusiasta di quanto aveva visto che riuscì a convincere Vittorio Calcina a portarlo con sé a Montplaisir, presso Lione, sede dello stabilimento Lumière. 


Rimase a Montplaisir diversi giorni, durante i quali ebbe modo di dimostrare ai fratelli Lumière tutta la sua grande capacità nel maneggiare apparecchi fotografici, tanto che girò con i Lumière alcuni filmati, tra i quali i primi 17 metri di comiche “L’arroseur et arrosè” titolato poi in Italia “L’annaffiatore annaffiato”.


Egli ebbe finalmente in consegna, nel marzo 1896, il piccolo apparecchio: una cassetta montata su un treppiede e munita di manovella, che permetteva di impressionare ben 17 metri di pellicola e serviva da ripresa, stampa e proiezione.


Siamo verso la metà del mese di marzo del 1896 e qui comincia la sua straordinaria avventura, poco più che trentenne, spirito avventuroso e di grandi ambizioni, riceve in consegna dai Lumière, oltre che la macchina con i relativi accessori, anche dodici pellicole per la prima presentazione in Italia.  


Filippi esordisce a Milano, con una serata per addetti ai lavori, il 29 marzo 1896 al Circolo Fotografico, dove presenta la prima dimostrazione del Cinematografo Lumière. Durante questa permanenza a Milano Filippi gira il primo film italiano intitolato “Bagni di Diana” presso una piscina all’aperto nei pressi di Porta Venezia chiamata “I Bagni di Diana”. 


Finito il primo periodo di proiezioni milanesi, per Filippi cominciò un periodo di spostamenti da una città all’altra; dal 23 giugno al 1 luglio 1897 giunge a Cuneo preceduto da una fama riconosciuta a livello nazionale; egli prende in affitto il “ Teatro d’ Estate “ (futuro Teatro Toselli, dove dal 1920 sorgerà poi il palazzo delle Poste) e presenta ogni sera, due ore di “trattenimento vario ed attraente” , sempre con grande successo.


Nel 1900, Anno Santo, Filippi è a Roma dove, in una galleria del Vaticano, ebbe modo di riprendere più volte il Papa, Sua Santità Leone XIII. A questo proposito esiste un documento in cui lo stesso Filippi scrisse: “dopo aver passato tutta la notte nella camera oscura del fotografo Federici, in piazza Rusticucci, proiettai la pellicola nella Cappella Sistina per desiderio dello stesso Pontefice”.


Verso la fine dell’anno 1901, emigra con tutta la famliglia in Brasile stabilendosi a San Luis nel Maranhao. In Brasile si presentò non come “Cinematografo Lumière,” ma come “Compagnia d’Arte e Bioscopio Inglese” probabilmente “Lumière” era già troppo sfruttato, oppure essendoci altri operatori, Filippi non potè utilizzare il nome dei Lumière.


Il primo film girato a San Luis risale al 1902 e l’autore fu proprio Filippi. Grande successo ebbe il film “Hecatombe de Martinica” dove riprese la catastrofe provocata dall’eruzione del vulcano che distrusse il giorno 8 maggio 1902 la città di Saint – Pierre, mentre tornava dall’isola di Barbados, dove aveva girato alcuni filmati (intervista rilasciata al giornale “A Repubblica “ del 1 settembre 1902 ).


Filippi, all’apice del successo, è costretto a stravolgere i suoi programmi, la seconda moglie, Benvenuta Bertazzoli, colpita dal tifo, muore in Brasile, così Filippi che ha con sé anche i figli, decide di rientrare in Italia nel 1905.


Si stabilisce a Torino dove dirige spettacoli di cinema e arte varia nel salone “La Meridiana”. Si risposa in terze nozze con Matilde Maria Pessione il 4 maggio 1915 a Torino e si trasferisce successivamente a Nizza, attratto probabilmente dalla mondanità della costa azzurra, dove dirige cinema e teatri spingendosi spesso e volentieri fino a Parigi.


Rientra definitivamente in Italia e si stabilisce a Sangano, allora frazione di Bruino (TO), il 29 agosto 1939.


Da segnalare un fatto avvenuto il 15 settembre 1943 e riportato sul libro intitolato “Omaggio dei Sanganesi alla Madonna del Pio Perpetuo Soccorso”, fatto stampare dal parroco di Sangano: Filippi salvò da morte sicura 8 prigionieri inglesi fuggiti dai campi di concentramento che avevano trovato asilo ed aiuto presso gli abitanti di Sangano. Durante un feroce rastrellamento da parte delle truppe tedesche Filippi, l’unico a parlare correttamente l’inglese, affrontò una faticosa marcia per raggiungere i prigionieri inglesi, i quali furono così ben istruiti che ebbero salva la vita.


Nel 1951, all’età di ottantasette anni, Filippi venne chiamato alla presentazione del film Bellissima. In proposito, nell’articolo della Domenica del Corriere del 1951, si legge: “Filippi è venuto a Roma invitato dagli organizzatori di Bellissima, un film che racconta la vita del cinema vista dall’altra parte dello schermo: i retroscena, i piccoli e grandi segreti”.

 

Il 18 settembre 1955, il paese di Sangano è in festa. Ospite d’eccezione è Sophia Loren, che venuta a Torino per motivi di lavoro, decide di fare visita al vecchio operatore Lumière. Il cronista della “Gazzetta del Popolo” scrive: “L’attrice si recò a Sangano, un villaggio nelle vicinanze di Trana, dove l’attendeva Giuseppe Filippi, il più vecchio operatore cinematografico che il mondo conosca. Il vecchio papà del cinema e la giovane stella che il cinema ha reso celebre, teneramente si abbracciarono, mentre i popolani storditi applaudirono attoniti”.

Giuseppe Filippi, morì a Sangano il 3 giugno 1956.

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